Non ricordo nemmeno perché ho preso questo spazio, forse con l'obiettivo di far migrare un vecchio (e pigrissimo) blog che ho avuto per secoli su splinder, su cui scrivevo un pò a casaccio dei miei deliri e delle mie svolte mistiche con linguaggio chiaramente adolescenziale e contratto. Ad oggi, sinceramente, l'idea di riesumare i cadaveri della me che fui non mi attira più di tanto, preferisco ripartire con contenuti nuovi, più attuali, con i pensieri che nel quotidiano mi fanno riflettere, crescere, capire, cambiare strada, vederne diversamente una da sempre nota. Un "per non dimenticare", una sorta di post-it della varie tappe di un viaggio, quello interiore, cominciato molto tempo addietro nella mia vita, e da circa tre anni compiuto in compagnia di uno psicoterapeuta junghiano, custode di tutti i miei segreti, i miei dubbi, i miei sogni, segni e simboli scritti con inchiostro invisibile nell'anima -che ha illuminato con una fichissima lampada UV. Le introduzioni e le conclusioni mi annoiano a morte. Quindi andiamo subito al dunque. Scrivo. Che il punto è quello lì.
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